#shoes #scarpine #red #white #lostshoes #abandonedshoes #shoesforkids #saturdaymorning #schuhe #story #mistery #fuoritempofuoriluogo #destinazioneblogger #progettoblog #ilsalottodeiblogger #igers #igerspuglia #igersitalia photoby©MariaDomenicaDepalo

Shoes for kids and their stories

Shoes for kids and their stories

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What do they hide? Who do they belong to? Write their possible story and send it to me. You can click on ‘email’ of my Instagram profile ‘fuoritempofuoriluogo’ . There’s no imminent deadline. At the moment. 😉 I will read your stories and publish the best in my blog.
Cosa nascondono queste scarpine e a chi appartengono? Scrivete la loro possibile storia ed inviatemela cliccando sul pulsante ‘email’ del mio profilo instagram ‘fuoritempofuoriluogo’ . Le migliori storie saranno pubblicate sul mio blog. Niente paura: non c’è alcuna scadenza imminente. Per il momento. 😉

MariaDomenicaDepalo

Il luogo delle parole sconosciute

Il luogo delle parole sconosciute

Prosopopea, cernita, rado, bibliofilo: conoscete il significato di queste parole oppure dovete ricorrere al dizionario per scoprirlo? Fatelo pure, senza remora alcuna. Sfogliate quel libro ricco di lemmi, etimologie e contenuti.

Le parole sono ricchezza e costituiscono un patrimonio dal valore inestimabile ed incommensurabile.

Ma perché ne parliamo? Perché la Zanichelli ha dato vita ad un’iniziativa davvero interessante e singolare: un tour per le principali città italiane avente per tema le parole rare e sconosciute.

In questo periodo infatti sarà possibile imbattersi nelle AreeZ delle principali città italiane che ospiteranno la nuova edizione dello Zanichelli pronto per essere consultato.

Scopo di questa singolare iniziativa è salvare le parole “a rischio di estinzione” e quasi in totale disuso che saranno contraddistinte nella nuova edizione da un fiorellino.

Ricordate che le parole ci permettono di esprimere ciò che abbiamo dentro ed i pensieri, dai più semplici ai più complessi. Heidegger, un filosofo del secolo scorso, sottolineava come la parola fosse il presupposto del pensiero: senza l’uno non c’è l’altro.

black and white book browse dictionary

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Curate, custodite e nutrite ogni parola attraverso la lettura e la ricerca ma soprattutto attraverso la curiosità che è alla base di ogni cosa.

Pertanto non perdete l’occasione di vivere questa iniziativa nelle seguenti città:

  • Bologna dal 6 all’11 ottobre;
  • Firenze dal 12 al 19 ottobre;
  • Bari dal 20 al 26 ottobre;
  • Palermo dal 28 ottobre al 2 novembre).

Buone parole.

Link:

https://www.telebari.it/attualita/27770-un-dizionario-gigante-per-salvare-le-parole-a-bari-dal-20-al-26-ottobre-la-campagna-di-zanichelli.html?fbclid=IwAR36Tfa0U_nXSxMFZyfRSzcAWiaTMiV1nok4YNLwKHh6LzHOTkSGizhT1t0&cn-reloaded=1

https://www.quotidianopiemontese.it/2019/09/30/un-dizionario-gigante-in-via-garibaldi-a-torino-per-salvare-le-parole-uniniziativa-delleditore-zanichelli/

Maria Domenica Depalo

https://unsplash.com/photos/0sBTrm726C8

Come imparare una nuova lingua

Come imparare una nuova lingua

Nothing is impossible o Nihil difficile est: non potevamo che iniziare in questo modo questo articolo dedicato alla Giornata europea delle lingue che si celebra ogni anno il 26 settembre.

La prima espressione è scritta in inglese mentre la seconda in latino. Ma perché decidiamo di imparare una nuova lingua o di perfezionarne un’altra? Personalmente adoro esplorare nuove regole grammaticali, etimologie ed espressioni “strane” perché sono uno dei modi migliori per conoscere culture, tradizioni e altri tipi di vita diversi dai nostri.

Ma proviamo a scoprire in che modo imparare una nuova lingua. Ricordate: per imparare ma in generale per intraprendere qualsiasi tipo di attività bisogna possedere il sacro fuoco della curiosità. Privi di essa, tutto diventa più difficile.

Ecco le regole:

  1. Scegliete la lingua da imparare o migliorare;
  2. Trovate un libro di grammatica che sia il più chiaro possibile. È necessario conoscere le regole di una lingua. Se non le conosceste, potrebbe risultarvi difficile persino comprare una mela o prendere un caffè;
  3. Ascoltate! Ascoltate la musica o guardate video nella lingua che avete scelto. Provate a ripetere ciò che ascoltate;
  4. Svolgete esercizi, molti esercizi. Non abbiate paura di sbagliare: gli errori sono il modo migliore per imparare e migliorare;
  5. Usate internet per leggere notizie o seguite il vostro interesse nella lingua che volete imparare.
    Ma, soprattutto, non mollate mai. Ognuno ha i propri tempi. Non correte, procedete lentamente e gradualmente e raggiungerete il vostro obiettivo.

E voi? Quale lingua vorreste imparare?

Viel Spass! (È tedesco)

white paper with yeah signage

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Link:

http://www.bbc.co.uk/learningenglish/

https://www.youtube.com/channel/UCbxb2fqe9oNgglAoYqsYOtQ

https://www.youtube.com/user/magauchsein

https://www.youtube.com/user/Araboconmaha

https://youtu.be/wkjSBC-_bDA

Maria Domenica Depalo

https://unsplash.com/photos/0sBTrm726C8

How to learn a new language

How to learn a new language

Nothing is impossible or Nihil difficile est: I believe that these two expressions could represent in the best way the European Day of Languages that is celebrated every year the 26th of September.

Why do we decide to learn a new language or to improve another one we studied some years ago? There could be many other reasons.

Knowing a new language can help you to express what you need or feel when you are abroad. But personally I love exploring new grammar rules, etimologies and particular “strange” expressions or idioms because they are one of the best ways we have to know cultures, traditions and other types of life different from ours.

But let’s try to discover the best ways to learn a new language. Remember: the first thing to possess is curiousity. Without it, everything will be more difficult to realize.

Here you find the rules:

  1. Choose the language to learn or improve;
  2. Try to find the clearest grammar book. It’s necessary to know the rules. If you don’t know them, it could even be difficult to buy an apple or take a coffee;
  3. Listen! Listen to music or watch videos in the language you have chosen. Try to repeat what you listen;
  4. Do exercises, a lot of exercises. Don’t be afraid to make mistakes: they are the best ways to learn and improve;
  5. Use internet to read news or to follow your interest in the language you want to learn.

But, moreover, never give up. Everyone has a personal time. Don’t run, procede slowly and gradually and you will get your target.

And you? Which language would you try to learn?

Viel Spass! (It’s German)

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Photo by rawpixel.com on Pexels.com

Link:

http://www.bbc.co.uk/learningenglish/

https://www.youtube.com/channel/UCbxb2fqe9oNgglAoYqsYOtQ

https://www.youtube.com/user/magauchsein

https://www.youtube.com/user/Araboconmaha

https://youtu.be/wkjSBC-_bDA

Maria Domenica Depalo

Chi sei: benvenuti al Festivalfilosofia

Chi sei: benvenuti al Festivalfilosofia

Da cosa è determinata la nostra identità? In quale modo ne diventiamo consapevoli? Chi o che cosa stabilisce il nostro essere persona?

A parlarne quest’anno al Festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo dal 13 al 15 settembre saranno importanti personalità del mondo accademico e della cultura in generale.

Unico nella sua individualità, l’essere umano necessita di una conferma razionale e logica del proprio esistere e quindi conseguentemente del proprio essere. Cartesio ad esempio l’aveva rinvenuta nel pensiero.

‘Cogito ergo sum’: penso quindi sono. La ragione e la capacità di formulare pensieri come prova dell’esistere diventano il caposaldo del pensiero cartesiano e punto di partenza di una riflessione che continua ancora oggi. 

Presente come realtà culturale nel territorio modenese da ben 18 anni, quest’anno il Festivalfilosofia sviluppa ulteriormente questo tema prezioso grazie all’apporto di importanti nomi. Umberto Galimberti, Remo Bodei, Massimo Cacciari e Michela Marzano sono solo alcune delle personalità che si alterneranno nel corso delle cinquanta lezioni magistrali che vedranno coinvolti i partecipanti a questo evento.

Si prevedono più di centottantamila persone tra adulti e bambini pronti a partecipare a dibattiti e a perdersi tra film, installazioni, fiabe di Andersen e mostre fotografiche.

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Per saperne di più, cliccate sui link:

http://www.festivalfilosofia.it/2019/

https://www-ansa-it.cdn.ampproject.org/v/www.ansa.it/amp/sito/notizie/cultura/libri/2018/09/16/festival-filosofia-persona-tema-2019_fdc0888d-4ed6-43c8-80ee-f661d8fc9baf.html?amp_js_v=a2&amp_gsa=1&usqp=mq331AQEKAFwAQ%3D%3D#aoh=15678890819235&amp_ct=1567889090342&referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com&amp_tf=Da%20%251%24s&ampshare=http%3A%2F%2Fwww.ansa.it%2Fsito%2Fnotizie%2Fcultura%2Flibri%2F2018%2F09%2F16%2Ffestival-filosofia-persona-tema-2019_fdc0888d-4ed6-43c8-80ee-f661d8fc9baf.html

https://m.facebook.com/festivalfilosofia/

Buona filosofia!

Maria Domenica Depalo

 

cuisine

Il cibo come strumento di relazione

Il cibo come strumento di relazione

Condividere, ridere e parlare, aprirsi agli altri: gli esseri umani sono, per propria natura,  “animali” sociali dediti alla relazione con i propri simili. La qualità della relazione inoltre determina, da un punto di vista strettamente biochimico, il rilascio di endorfine, gli ormoni del benessere.

Le modalità e le occasioni per perpetuare questo stato di grazia sono innumerevoli. Oggi però ci concentreremo soltanto su una di queste: il cibo. Ci interrogheremo sulla verità del legame “cibo – condivisione – felicità”.

Partiamo da un sondaggio condotto dalla “Oxford Economics” condotto su un campione di 8250 individui le cui vite e rapporti umani sono stati analizzati in relazione proprio alle proprie modalità di consumo del cibo. Più precisamente l’indagine ha cercato di rispondere a questa semplice domanda: “Consumare il cibo in compagnia rende felici?”.

Apparentemente banale e dalla risposta ovvia, in realtà tale quesito ha posto l’accento anche sulla questione inversa: “Consumare il cibo da soli può rendere infelici?”.

A dire il vero, non è possibile rispondere in modo netto ed univoco ad entrambe le domande. Proviamoci però, cominciando dalla seconda. Nelle prossime settimane parleremo della solitudine evidenziando che, in caso di scelta volontaria e consapevole, essa può essere vista come un momento positivo di riscoperta e di rivalutazione della propria persona.

continua alla pagina seguente –>

I colori della fede: tra arte e spiritualità

I colori della fede: tra arte e spiritualità 

La suggestiva cripta della Concattedrale S. Maria Assunta di Giovinazzo ospita una straordinaria mostra ricca di fede, bellezza e suggestione, intitolata ‘I colori della fede’. Realizzata da Iolanda Dambra, essa si nutre di colori vivi e vivaci, nonché di parole e pensieri ricchi di una profondità di pensiero non comune. Colpisce sicuramente il contrasto tra l’antichità della cripta e l’esplosione di colori delle opere che rimandano ad uno stile ricco di energia e passione. Non perdete l’occasione di visitare questa mostra. Avete tempo fino al 25 agosto.

Nel frattempo godetevi alcune foto in anteprima. Per le altre foto, visitate la nostra pagina instagram #fuoritempofuoriluogo.

The colours of faith: between art and spirituality

The evocative crypt of the S. Maria Assunta Co-cathedral in Giovinazzo hosts an extraordinary exhibition rich in faith, beauty and charm, entitled ‘The colors of faith’. Realized by Iolanda Dambra, it is characterized by vivid colors, and by words and thoughts rich of an uncommon depth of thought. The contrast between the antiquity of the crypt and the explosion of colors of the works are connected to a style rich of energy and passion. Don’t miss the possibility to visit this exhibition. You have time until 25 August.

In the meanwhile, look at some the photos of the event. For other photos, visit our Instagram page #fuoritempofuoriluogo.

 

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#iolandadambra #icoloridellafede #cattedrale #igersGiovinazzo #igerspuglia #igersitalia #fuoritempofuoriluogo #destinazioneblogger #progettoblog

Photos by ©MariaDomenicaDepalo

Maria Domenica Depalo

 

 

umbrellas

Agueda: la via degli ombrelli

Agueda: la via degli ombrelli

Di solito gli ombrelli fanno pensare alla pioggia, ai temporali, ai nuvoloni ed al cielo cupo e grigio. Tuttavia oggi la nostra redazione ne parlerà in maniera nuova rivestendolo di colori e bellezza.

Già presente nell’Antico Egitto, questo oggetto è stato di uso comune anche presso gli antichi Romani, i Greci ed in Giappone presso i Samurai. Nel tempo, il suo design è andato modificandosi gradualmente fino ad assumere la forma alla quale oggi siamo abituati. Ma perché ne parliamo?

Ne parliamo perché oggi vi vogliamo proporre una passeggiata (virtuale) in una bellissima cittadina europea che in estate si veste proprio di questo accessorio.

Siamo sull’Atlantico, c’è il sole ed il cielo è terso. I nostri piedi solcano le strade di una città del Portogallo.

Colore, suggestione, fascino e allegria: queste sono le sensazioni che investono lo spettatore che attraversa i luoghi della “via degli ombrelli”di Agueda. 

Appartenente al distretto di Aveiro, Agueda ospita circa 40.000 abitanti. È nota in tutto il mondo per questa incredibile installazione, concepita nel 2011 per venire incontro a turisti ed esercenti nelle calde giornate estive.

Ombrelli ricchi di colore, legati gli uni agli altri a costituire un “riparo” dal sole e dalle bizze del tempo caratterizzano questa via che è diventata nel tempo un’attrazione fissa ed imprescindibile di questa cittadina portoghese.

L’ombra offerta dagli ombrelli permette ai visitatori di questa strada di dedicarsi agli acquisti senza temere la calura e l’afa estive ma soprattutto di perdersi in uno spettacolo fantasioso e fascinoso.

Non perdetevi quindi l’opportunità di coniugare il vostro desiderio di esplorare luoghi e realtà nuove con la possibilità di immergervi in un cielo dai colori così vivi e vivaci, tali da costituirsi come un respiro per l’anima e la fantasia.

Con questo articolo la nostra redazione si congeda, dedicandosi ad un po’ di riposo. Ma niente paura: torneremo presto. Nel frattempo, leggete o rileggete i nostri ‘vecchi articoli’ e seguiteci su Facebook ed instagram.

Buone vacanze e a presto!

Link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Ombrello

https://design.fanpage.it/agueda-la-citta-degli-ombrelli-fluttuanti/

https://www.tripadvisor.it/Attractions-g660256-Activities-Agueda_Aveiro_District_Northern_Portugal.html

https://www.tripadvisor.it/Tourism-g660256-Agueda_Aveiro_District_Northern_Portugal-Vacations.html

Maria Domenica Depalo

 

https://pixabay.com/illustrations/moon-star-space-darkness-4321596/

La luna: celebrazioni e ricordi

La luna: celebrazioni e ricordi

Fonte di pensieri e versi per poeti e artisti ma allo stesso tempo rifugio ed ispirazione per ognuno di noi, la luna, così lontana ma allo stesso tempo così vicina, ci affascina e ci influenza. Mutevole ci appare nel suo essere falce, nel suo mostrarsi a metà e quindi intera. Tuttavia, per quanto “lunatica” essa possa essere nel suo apparire, la luna si configura come una certezza. Talvolta celata dalle nubi, essa abita il cielo notturno immersa tra le stelle e ci guida con il suo rassicurante ed identico volto sempre rivolto alla terra.

“Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
contemplando i deserti; indi ti posi”. (cit. Giacomo Lepardi, CANTO NOTTURNO Dl UN PASTORE ERRANTE DELL’ ASIA)

Ben cinquant’anni fa, il 20 luglio 1969, Neil Armstrong, Michael Collins e “Buzz” Aldrin compirono un’impresa da lungo tempo inseguita: giungere sulla luna e solcarne la superficie. Si trattava della missione “Apollo 11”: finalmente era arrivato il momento di realizzare un sogno lungamente inseguito.

“Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”, affermò Armstrong.  L’arrivo sulla luna degli Americani aveva un significato politico dal momento che segnava il primato degli USA sui Russi, impegnati anch’essi nel programma aero – spaziale. Tuttavia in tali parole non c’era alcuno spirito di rivalsa: vi erano concentrate “solo” aspettative, sogni e progetti che a partire da quel momento avrebbero abbracciato l’umanità.

continua alla pagina seguente –>

https://pixabay.com/it/photos/caffè-libro-fiori-impostazione-2390136/

La recensione del mese: Musica di Yukio Mishima

La recensione del mese: Musica di Yukio Mishima

Scritto in uno stile scorrevole e chiaro, “Musica” si propone come una relazione psicoanalitica relativa ad un caso di isteria.
La storia è tratta da un caso vero anche se, come risulta dalla prefazione, i nomi sono stati mutati.

Copertina libro Photoby©MariaDomenicaDepalo

Copertina libro Photoby©MariaDomenicaDepalo

“Musica” è la storia di Reiko, giovane e bella ragazza, che si rivolge allo studio del dottor Shiomi Kazumory perché non riesce più ad ascoltare la musica. Non parliamo però di note e melodie: la musica altro non è che espressione e metafora dell’orgasmo e non ascoltarla esprime pertanto la frigidità della paziente.

Pur mantenendo sempre la sua professionalità, Shiomi è affascinato da questa donna fragile ma al contempo capace di ordire menzogne ed inganni sorprendenti. Questo aspetto tuttavia, come scopriremo, si lega alla sua problematica isterica.

Foto tratta dal libro Photoby©MariaDomenicaDepalo

Foto tratta dal libro Photoby©MariaDomenicaDepalo

Ricco di citazioni e riferimenti alla psicoanalisi freudiana e altri teorici della mente come Fromm e Boss, questo libro ben di sposa a chi è appassionato a indagini introspettive sull’animo umano e sulle sue perversioni inaccettabili che tuttavia hanno radici profonde.

Maria Domenica Depalo