Decluttering o arte del riordino

Decluttering o arte del riordino

Ammettiamolo: il superfluo e l’inutile ci invadono occupando spazi preziosi sulla scrivania, negli armadi, sulle sedie, nelle borse e persino in noi stessi. Tutta quella roba che, con prepotenza, si mostra a noi in realtà rischia di soffocarci e di soffocare ciò che davvero è importante. Urge pertanto procedere con un’operazione dolorosa ma necessaria: il decluttering.

Computer, Camera, Scrivania, Giocattoli, Gioco, Ascolta

Partiamo dall’etimologia di questo termine per comprendere un po’ meglio l’argomento del quale stiamo parlando. Decluttering deriva dalla parola inglese to declutter, cioè riordinare. Ridurre però il decluttering ad un “semplice” mettere in ordine sarebbe fortemente riduttivo.

Per comprenderlo meglio partiamo proprio dalle origini del nostro disordine che spesso e volentieri affonda le sue radici nell’accumulazione compulsiva. “Ma cosa ci induce ad accumulare? […] Gli oggetti ci rassicurano: più ne abbiamo e più ci sentiamo al sicuro. Riteniamo inoltre che ciò che possediamo ci rappresenti ed ci identifichi […] “(cit. https://freewordsmagazine.wordpress.com/2017/06/01/decluttering-larte-di-fare-spazio/).

Lego, Costruire, Blocchetti Di Costruzione, Giocattoli

Più possediamo e più colmiamo le nostre mancanze, a quanto pare. Ogni oggetto del quale ci circondiamo si carica infatti di significato e proprio questa attribuzione di senso può contribuire alla nostra difficoltà a liberarcene. Mettere ordine tuttavia non è semplice. Questo gesto all’apparenza così banale ci consente di tenere a distanza l’inutile ma anche i ricordi associati ad esso, belli o brutti che siano. Quindi nel momento stesso in cui eliminiamo l’indesiderato, recidiamo il legame con il passato e con ciò che esso rappresenta lasciando spazio all’inatteso e nuovo.

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Dantedì: omaggio al “Sommo Poeta”

Dantedì: omaggio al “Sommo Poeta”

“Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona”. (Inferno, canto V)

Abbiamo deciso di omaggiare il più grande poeta italiano, Dante Alighieri, nel giorno a lui dedicato pubblicando i versi che ricordano l’amore tormentato e proibito di Paolo e Francesca. Uniche anime della cerchia dei lussuriosi a poter affrontare insieme la punizione che spettava a loro, la storia di questi amanti tormentati colpì così profondamente il poeta fiorentino che volle ricordarli con parole ricche di passione e dolore.

Gustave Doré "Quel giorno più non vi leggemmo avante"
Gustave Doré “Quel giorno più non vi leggemmo avante”

Padre della lingua italiana, nato a Firenze nel 1265 e morto a Ravenna nel 1321, Dante fu uomo di lettere, poesia, politica e filosofia. Il Convivio, il De Monarchia ed il De vulgari eloquentia sono solo alcune delle sue più importanti opere dal carattere politico, letterario e linguistico.

Tuttavia l’opera per cui Dante è maggiormente noto è la Divina Commedia, trasposizione in versi del viaggio immaginario nei tre regni ultraterreni scandito dalla presenza di personaggi letterari, mitici e politici cui il sommo poeta conferisce dignità e preziosità ricorrendo a parole immortali.

Ricca di storia e bellezza, incredibilmente attuale l’opera di Dante è studiata ed amata in tutto il mondo. Ed è propria ad essa che ora possiamo rivolgere il nostro sguardo per ritrovare quella bellezza che ci appare così lontana in questo periodo.

Terminiamo pertanto questo piccolo omaggio con i versi finali del Paradiso, ricordandoci sempre di volgere lo sguardo verso le altre stelle e verso il futuro.

“A l’alta fantasia qui mancò possa; 
ma già volgeva il mio disio e ‘l velle, 
sì come rota ch’igualmente è mossa, 
l’amor che move il sole e l’altre stelle”. (Paradiso, canto XXXIII)

Dante e Beatrice sulle rive del Lete (1889), opera del pittore venezuelano Cristóbal Rojas
Dante e Beatrice sulle rive del Lete (1889), opera del pittore venezuelano Cristóbal Rojas

Per saperne di più, cliccate sui link riportati:

https://www.dantesca.org/

https://it.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_Dantesca_Italiana

http://dantesca.ntc.it/dnt-fo-catalog/pages/material-search.jsf

https://www.danteonline.it/italiano/risorse_frames/links.htm

http://www.treccani.it/enciclopedia/societa-dantesche_%28Enciclopedia-Dantesca%29/

https://www.museocasadidante.it/dante/

https://www.facebook.com/dantescafirenze/

Maria Domenica Depalo

#Io resto a casa: consigli per non impazzire tra le mura domestiche

#Io resto a casa: consigli per non impazzire tra le mura domestiche

La nostra vita è cambiata: inutile prenderci in giro o raccontarci bugie. Il coronavirus ha deciso di irrompere nella nostra quotidianità per modificarla fino a costringerci a darle nuove sembianze. Ricordiamoci però che non possiamo permettere che il nostro destino resti nelle grinfie di questo micro-organismo. Lo possiamo combattere, anzi dobbiamo farlo e questo è possibile grazie a delle semplici regole da seguire tra le quali figura quella di restare a casa se pur temporaneamente.

Signora, Finestra, Donna, Ritratto, Vecchio

Partendo dal presupposto che anche le situazioni negative vanno viste come delle occasioni preziose per migliorarsi e migliorare la propria vita, possiamo sfruttare il tempo a disposizione per dedicarci alle nostre passioni oppure per scoprirne altre. Ma come esattamente?

Certamente non mangiando in continuazione o poltrendo per ore sul divano davanti alla TV e neppure litigando per avere il computer.

Ecco quindi una serie di consigli che – lo spero vivamente – potranno tornarvi utili. Pronti?

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Andrà tutto bene

photoby©MariaDomenicaDepalo

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In questo momento di particolare difficoltà la mia città si è riempita di colori e arcobaleni. Ce la faremo uniti e rispettando le regole ma soprattutto preservando la nostra umanità.
Se avete delle foto o se voi stessi avete disegnato con i vostri bambini degli arcobaleni, fatecelo sapere inviando alla nostra redazione le vostre immagini da qualsiasi città. Potete inviarle inviandoci un messaggio su instagram o andando sulla nostra pagina Facebook “fuoritempofuoriluogo” o sul nostro Blog (vedi bio) oppure direttamente inviando un’email a fuoritempofuoriluogo@libero.it.

Intanto date pure uno sguardo alle foto già presenti sul nostro profilo instagram https://www.instagram.com/p/B9tsDOeIIpV/?hl=it

Grazie a tutti

Ricordate: Restiamo uniti. Insieme ce la faremo. 🌈

Maria Domenica Depalo

Intervallo creativo

La redazione di fuoritempofuoriluogo per qualche giorno sarà impegnata a creare e a rielaborare. Non temete però: idee, pensieri e parole nuove presto torneranno ad abitare questo sito che giorno dopo giorno continua a regalarci enormi soddisfazioni grazie soprattutto a voi lettori che ci seguite fedelmente.

A presto!

P. S. Nel frattempo continuate pure a sbirciare tra i nostri articoli “storici” e a scriverci. Siamo sempre qui per voi.

Grazie a tutti.

Maria Domenica Depalo

fonte: pixabay.com

La recensione del mese: Dove nasce l’arcobaleno

La recensione del mese: Dove nasce l’arcobaleno

Dove nasce l’arcobaleno” di Andrea Caschetto per me è stata una sorpresa straordinaria di cui devo ringraziare Facebook. 

Il social network di Zuckerberg tempo fa infatti mi aveva suggerito la pagina di un ragazzo straordinario, pieno di vita ed entusiasmo, amante dei viaggi ma soprattutto dell’umanità nelle sue forme più deboli e fragili.

Copertina libro Photoby© MariaDomenicaDep
Copertina libro Photoby© MariaDomenicaDepalo

Parliamo di bambini in difficoltà, in situazioni socioeconomiche e familiari inaccettabili, di bambini usati e senza l’innocenza e la spensieratezza che dovrebbe appartenere a loro.

https://pixabay.com/it/photos/indiano-bambino-persone-bambini-1717192/
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Andrea ha una sensibilità fuori dal comune ed un’empatia che gli permette di approcciarsi al prossimo in maniera personalissima e sensibile.

Nel 2005 egli inizia una serie di viaggi nei paesi più poveri del mondo che gli permetterà di conoscere la realtà spesso dura e crudele in cui vivono gli orfani. Parliamo soprattutto dei bambini del Sud-est asiatico, dell’India e del Brasile.

https://pixabay.com/it/photos/povero-bambino-labor-ragazzo-poco-3277840/
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Le parole scorrono veloci e profonde e si concentrano sulla corruzione che sembra regnare in molte realtà locali e sulla gestione degli istituti ma anche sulla speranza rappresentata dall’arcobaleno. Attraverso i suoi colori, esso è il filo conduttore che caratterizza la narrazione ma è anche e soprattutto simbolo della forza di ricominciare che sgorga dalle lacrime dei bambini con cui Andrea gioca.

https://m.facebook.com/andrea.caschetto.31/
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Cosa emerge dalla lettura del libro? Sicuramente il desiderio di Andrea di lasciare tracce di serenità e felicità nel cuore dei piccoli. D’altronde nel 2016, in occasione di una conferenza all’ONU, egli aveva proprio parlato di felicità ottenendo una standing ovation dalla sala. Perché la felicità è lo scopo che ognuno di noi deve raggiungere.

https://m.facebook.com/andrea.caschetto.31/
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Ogni storia narrata vi entrerà dentro e vi accompagnerà per molto tempo. Personalmente spesso ricordo la storia dei due fratellini abbandonati nel cassonetto e ancora oggi, a distanza di mesi, mi domando cosa possa portare una madre ad un gesto così incomprensibile, riprovevole e terribile: forse la fame o forse l’egoismo.

Per questo motivo vi consiglio di  leggere “Dove nasce l’arcobaleno”: vi resterà dentro e tutti i proventi del libro saranno destinati alla Onlus “Ludoteca nella savana” in Kenya.

Maria Domenica Depalo

Enigmistica e dintorni

Enigmistica e dintorni

Misteri, giochi di numeri e lettere, affinità, somiglianze e differenze, schemi e disegni: se siete appassionati di lettere, parole e giochi linguistici, sapete di cosa stiamo parlando e quindi il nostro articolo fa proprio per voi. Parleremo infatti di enigmistica, cruciverba e rebus ma soprattutto della passione verso questi giochi.

Il primo cruciverba moderno, così come lo intendiamo oggi, venne ideato da Arthur Wynne e fu pubblicato nel 1913 sul “New York World” con il nome di “word – cross puzzle” che poi sarebbe diventato “crossword”. Dalla forma romboidale, era però privo di caselle nere ma già presentava la sua bella dose di intrigo e curiosità intellettuale.

A partire dagli anni 20 apparvero però altri cruciverba dalla forma più simile a quella a cui siamo abituati. (vedi http://www.crucienigmi.it/storia_delle_parole_crociate.htm).

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Fonte pixabay.com

Tuttavia i primi enigmi affondano le proprie radici nel mito. Basti pensare infatti al mito di Edipo che sconfisse la sfinge che minacciava Tebe. Per salvare la città, l’eroe tebano dovette risolvere un oscuro indovinello posto dalla misteriosa e pericolosa creatura: ” τί ἐστι τὸ αὐτὸ δίπουν, τρίπουν, τετράπουν; “, cioè “Chi è allo stesso tempo bipede, tripede e quadrupede?” (versione di Diodoro Siculo, vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Enigma_della_sfinge ).

Ma perché ci piacciono così tanto questi giochi e perché siamo tanto intrigati dagli indovinelli, rebus, cruciverba e simili? La risposta potrebbe essere data dal fascino dell’ignoto e del mistero in tutte le sue forme, sia che si tratti di giochi numerici che di caselle da riempire con le definizioni.

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Fonte pixabay.com

D’altro canto il nostro cervello ha bisogno proprio di nutrimento e stimoli costanti per essere sempre attivo e perfettamente funzionante.

Secondo alcuni studiosi, tali tipi di giochi potrebbero persino essere intesi come un coadiuvante nella lotta contro l’invecchiamento cerebrale oltre che come un alleato per rilassarci al meglio.

Ecco perché leggere, capire, indagare ma anche giocare risultano fondamentali e decisamente stimolanti.

Dedicarsi a questo genere di attività ludica ma anche e soprattutto intellettuale stimola l’attività delle nostre sinapsi e dei neuroni portando dei benefici notevoli al cervello. Poi, cosa non da poco, ci aiuta a distrarci dai nostri problemi.

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Fonte pixabay.com

Insomma, via libera al Sudoku, ai cruciverba e alla settimana enigmistica (anche sotto forma di app sul telefono).

Quindi giochiamo!!! A proposito, conoscete la risposta al quesito della sfinge? Scrivetela nei commenti.

Link:

http://www.cruciverbaonline.it/

https://parolecrociate.net/

http://www.enigmistica.org/cruciverba-online-gratis.html

http://www.repubblica.it/scienze/2010/12/07/news/cruciverba-9934998/


https://freewordsmagazine.wordpress.com/2018/01/26/passione-cruciverba/

P. S. In questo articolo troverete numerosi rimandi al mio “precedente” articolo pubblicato su freewordsmagazine.wordpress.com.

Maria Domenica Depalo

Innamoramento e amore: l’azione di Cupido.

Innamoramento e amore: l’azione di Cupido.

L’amore è una milizia: via di qui, o gente fiacca, ché le sue bandiere non impugni la mano di chi è vile! La notte, la tempesta, il lungo andare, il più crudo dolore, ogni fatica, attendono chi vuol questa battaglia!”, afferma Ovidio in L’arte d’amare, libro secondo, vv. 349 – 354.

Ben lungi dal voler riprendere il tono bellico di Ovidio, tuttavia non possiamo non leggere nelle sue parole e nei suoi versi lo sconquasso ed il terremoto emotivo al quale siamo sottoposti quando il dio Cupido colpisce con il suo dardo il nostro cuore.

https://pixabay.com/it/illustrations/san-valentino-amore-cuori-1986203/
https://pixabay.com/it/illustrations/san-valentino-amore-cuori-1986203/

A dire il vero, il primo organo ad essere colpito dal piccolo arciere dispettoso è il nostro cervello. Numerosi studi hanno evidenziato infatti un incremento del flusso sanguigno nelle aree cerebrali, la produzione della dopamina, cioè il neurotrasmettitore alla base del benessere, l’azione della noradrenalina, cioè l’ormone che fa battere il cuore e l’aumento dell’attività dell’ossitocina, altro neurotrasmettitore che però contribuisce allo sviluppo del senso del legame.

Sembrerebbe tutta una questione di chimica quindi? Forse. L’innamoramento fa bene al nostro cervello ma – per fortuna o per sfortuna – dura solo per alcuni mesi per poi trasformarsi in amore o dissolversi nel nulla.

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Tra amore e ironia : la trilogia di Federica Bosco

Tra amore e ironia : la trilogia di Federica Bosco

Siete pronti a tuffarvi in una trilogia divertente, vivace, moderna e imprevedibile?
Allora “Mi piaci da morire”, “L’amore non fa per me” e “L’amore mi perseguita” di Federica Bosco fanno per voi.
La protagonista è Monica, giovane trentenne italiana trasferitasi a New York con i suoi sogni di scrittrice. Vive con i suoi amici Mark e Sandra e lavora nel negozio di antiquariato delle “zie”.
Monica cerca il suo legittimo posto nel mondo come professionista, come amica, come figlia ma soprattutto come donna prima a New York, poi in Scozia e quindi di nuovo nella Grande Mela.

Photoby©MariaDomenicaDepalo
Photoby©MariaDomenicaDepalo

Attraverso uno stile veloce e pieno di brio ma mai banale, avremo modo di conoscere la sua passione per il bellissimo ed egoista David e di vivere il suo intenso sentimento per Edgar, uomo maturo e colto ma pieno di demoni interiori.
Tuttavia non crediate che il racconto si limiti solo a quello che avete letto fino ad ora. Le sorprese vi travolgeranno con un ritmo e dei personaggi sempre più numerosi e variegati. Personalmente consiglio questa trilogia perché è la storia di una rinascita e della riscoperta di sé, delle proprie potenzialità ma soprattutto del proprio valore come essere umano che non deve accontentarsi delle briciole ma deve combattere per avere ciò a cui ha diritto.
Maria Domenica Depalo

Singletudine e dintorni

Singletudine e dintorni

Chi ha detto che essere single corrisponda ad essere soli? Chi ha detto che non vivere una relazione stabile nel tempo comporti tristezza e disperazione?

Partiamo da un punto fermo: tutti amiamo e desideriamo essere amati. Tuttavia non tutti riescono a realizzare il proprio “sogno d’amore”. Ma non è la fine, ricordiamolo. Essere soli non significa essere incompleti o non avere valore.

Fonte: facebook.com
Fonte: facebook.com

Una ricerca dell’agenzia londinese di analisi di mercato Mintel rivela che il 32% delle donne single tra i 45 e i 65 anni ha affermato di stare benissimo da sola, contro il 19% degli uomini appartenenti alla stessa fascia d’età. La singletudine rende felici? (cit. da https://d.repubblica.it/life/2017/12/14/news/single_a_40_e_felici_di_esserlo_single_piu_felici_lo_dice_la_scienza-3788616/ )

Per la maggior parte delle donne che scelgono di essere single o che dalla propria condizione cercano di trarre il meglio, il proprio status viene visto come un’occasione per valorizzare se stesse e le proprie potenzialità.

Ovviamente bisogna anche tener conto del contesto nel quale si è inseriti. Un ambiente culturalmente ed intellettuamente stimolante può essere terreno fertile per l’affermazione individuale da un punto di vista lavorativo e personale e per l’elaborazione di progetti che non necessariamente devono includere la presenza di un partner.

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