Che paura! Le dieci fobie più strane.

Che paura! Le dieci fobie più strane.

La paura fa parte di noi. Provare tale emozione può salvarci da situazioni pericolose ed inquietanti. Tuttavia un’esagerazione esasperata delle paure può sfociare in vere e proprie fobie.

Vivere sopraffatti dal carico emotivo determinato da timori spesso irrazionali ed illogici può incidere sulla qualità della vita peggiorandola notevolmente. Allora cosa si può fare?

Prima di tutto bisogna identificare bene la tipologia di fobia. Solo conoscendo il proprio “nemico” sarà possibile trovare gli strumenti più giusti per sconfiggerlo. Una volta identificato l’avversario, è possibile ricorrere all’intervento di uno specialista che potrà trovare la soluzione più idonea alla risoluzione del problema.

Molte fobie infatti hanno radici profonde riconducibili al passato o ad eventi traumatici di cui spesso non si è del tutto consapevoli.

Partendo dal presupposto che le fobie siano “solo” centinaia su centinaia, noi ne osserveremo però appena dieci, sufficienti per comprendere il loro effetto, anche devastante, sulla vita dell’individuo soprattutto da un punto di vista relazionale.

  1. Hipopotomonstrosesquipedaliofobia: derivante dalle parole hipopotos (enorme), monstrum (mostro), sesquipedalis (lunghissimo) e phobia (paura), nota anche come sesquipedaliofobia, essa rappresenta la paura per le parole lunghe;
  2. Automatonofobia: di origine greca (deriva da automaton, automatico ed immediato), tale termine indica la paura per tutto ciò che appare umano ma non lo è, come le bambole ed i monumenti ad esempi;
  3. Afefobia: le origini di questo termine ci permettono di comprendere immediatamente di cosa parliamo. Afefobia deriva dal verbo greco apto che significa toccare e ovviamente da fobia, paura: si tratta quindi della paura del contatto fisico;
  4. Cromatofobia: chi è afflitto da questa fobia teme i colori;
  5. Allodoxafobia: questa parola è composta dall’aggettivo greco allos (altrui) e dal sostantivo doxa (opinione). Parliamo quindi del timore delle opinioni altrui;
  6. Numerofobia: decisamente interessante, in base all’etimologia del termine, possiamo affermare che è la fobia per i numeri e per ciò che è astratto;
  7. Clinofobia: tale termine, ottenuto dal verbo greco klino (inclinarsi) e fobia (paura) essa rappresenta l’irrazionale paura di addormentarsi connessa probabilmente all’atavico legame tra ipnos e thanatos, cioè tra sonno e morte;
  8. Ergofobia: è una fobia purtroppo molto diffusa, soprattutto in questo momento storico. Si tratta della paura di lavorare, come suggerisce l’etimologia del termine (ergon, lavoro);
  9. Singenesofobia: in questo caso parliamo di una fobia in molti casi decisamente comprensibile e giustificabile. Come si evince dall’etimologia del termine (sin= con, genesis= origine, fobia= paura) trattasi della paura dei parenti;
  10. Eleuterofobia: derivante dal termine greco eleutheria (libertà), tale lemma designa un timore irrazionale verso qualcosa dal quale la nostra stessa esistenza non può prescindere: la libertà.

E voi, quali paure irrazionali provate?

Link:

https://www.corriere.it/salute/cards/18-fobie-piu-assurde-cui-soffre-gente/cromatofobia_principale.shtml 

Maria Domenica Depalo

book

Bookcrossing: come donare un libro

Bookcrossing: come donare un libro

Occhi che incrociano sguardi, occhi che si posano su lettere e parole, occhi che scoprono libri apparentemente “persi” su una panchina, negli interstizi di una parete o persino sul bancone di un bar. Apparentemente dimenticati per distrazione, in realtà essi occupano quegli spazi per un preciso atto di volontà del loro possessore.

Ma perché tali libri sono stati “abbandonati”?  La motivazione è semplice e nobile allo stesso tempo: farli ritrovare e quindi riscoprire da chiunque li incroci sulla propria strada. Perché possano essere letti e acquisire nuova linfa vitale donandone un po’ della propria originaria. Stiamo parlando del book-crossing che sembra diffondersi sempre più anche da noi. Finalmente, aggiungerei.

L’espressione book-crossing deriva dall’unione di due termini inglesi: book, libro e cross, incrociare. In effetti, una volta incrociata la copertina di un libro ed incuriositi dal suo titolo, superato l’“imbarazzo” iniziale di questo incontro lo si prende e se ne diventa depositari, scegliendo di tenerlo oppure di donarlo di nuovo, una volta terminata la lettura.

Spesso tali libri sono accompagnati da biglietti con i quali il precedente proprietario spiega le ragioni di questo dono e lo spirito di questo suo agire.

continua nella pagina seguente –>

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Analfabetismo funzionale ed il ritorno alle lettere

Analfabetismo funzionale ed il ritorno alle lettere

Lettere, sillabe, parole e frasi: può apparire inconsueto o persino strano ma una buona percentuale di persone, pur essendo perfettamente capace di leggere, non è però in grado di cogliere appieno il significato delle proprie letture.

Non ci riferiamo a qualche grave patologia di tipo neuro-degenerativo tale da inficiare in maniera definitiva qualsiasi possibilità di comprensione. Stiamo parlando di una problematica sicuramente importante, sempre più diffusa ma risolvibile:  l’analfabetismo funzionale.

Quando parliamo di analfabetismo di solito intendiamo quello strutturale, cioè l’incapacità di leggere e scrivere. Questo in genere riguarda chi ha un basso livello di istruzione. In Italia tuttavia il tasso di alfabetizzazione è del 99,2%. Ottimo in effetti, apparentemente. E allora a cosa ci riferiamo esattamente?

Secondo il linguista Tullio De Mauro: “soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea”.

Gli analfabeti funzionali sono coloro che, se pur scolarizzati, non sono in grado di comprendere ciò che leggono e fraintendono ciò che è scritto incorrendo in errori di interpretazione anche gravi. Per questa tipologia di lettore anche leggere il bugiardino di un farmaco o le istruzioni per svolgere un compito può essere un problema. Inoltre l’analfabeta funzionale non è in grado di distinguere una notizia vera da una falsa (fake news) che quindi viene commentata e condivisa acriticamente.

Una classifica risalente al 2018 evidenzia che: “In Italia, gli analfabeti funzionali sono il 28 per cento della popolazione totale. Il maggior numero si concentra al Sud e nelle aree del Nord-ovest, mentre si difendono il Nord-est, il Centro e le Isole. […]  Tra le prime dieci nazioni al mondo con il maggior numero di analfabeti funzionali troviamo anche la Francia (22 per cento). Le migliori? Le nazioni del Nord Europa. La più virtuosa è la Finlandia (11 per cento), seguita a ruota da Norvegia (12 per cento, la stessa percentuale dei Paesi Bassi) e Svezia (13 per cento)”. (cit. da https://www.investireoggi.it/economia/la-classifica-dei-paesi-piu-analfabeti-funzionali-triste-primato-dellitalia/ )

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La solitudine e la riscoperta di sé

La solitudine e la riscoperta di sé

Qualche tempo fa abbiamo affrontato il tema della solitudine intesa come isolamento sociale. Ne abbiamo poi evidenziato la negatività parlando degli Hikikomori, persone di ogni età che volontariamente si allontanano dalla società anche per anni chiudendosi in loro stesse e nel loro mondo personale.
Oggi invece parleremo della solitudine sottolineandone gli aspetti positivi.

Presi da mille impegni, circondati da centinaia di persone che sembrano spesso soffocarci con la loro presenza ingombrante, sentiamo di avere bisogno di staccare da tutti e da tutto per ritrovare noi stessi.

Riscoprire noi stessi è fondamentale se non vogliamo essere fagocitati da una società che vuole vederci sempre efficienti e pronti all’azione.

Ecco perché ci concentreremo sulla solitudine vista come strumento di rigenerazione.

Studi recenti e pubblicati su “Personality and social psychology bulletin” dell’Università di Rochester dimostrano come un quarto d’ora al giorno di solitudine possa contribuire a rigenerare mente e corpo.

Stare soli con se stessi dando ai propri pensieri la possibilità di scorrere liberi permette alla propria mente di ‘respirare’ e di potersi esprimere senza quei confini che spesso siamo proprio noi stessi a costruire.

Tuttavia, la solitudine può anche far paura. Avere a che fare con se stessi ed i propri demoni non è facile. Ecco perché tendiamo a circondarci di persone, a coltivare molti interessi e ad oberarci volontariamente di compiti.

Temiamo il vuoto.

Essere soli invece va visto come la grande occasione di scoprire o riscoprire noi stessi, i nostri sogni, progetti e passioni ma anche a convivere con le nostre paure e brutture. Anche loro fanno parte di noi.

Che rapporto avete con la solitudine? Come la affrontate? La temete o la apprezzate?

Link:

https://fuoritempofuoriluogo.wordpress.com/2019/06/01/hikikomori-quando-isolarsi-diventa-una-scelta-volontaria/

https://www.huffingtonpost.it/2017/11/14/per-sentirsi-meglio-servono-15-minuti-al-giorno-in-totale-solitudine-secondo-uno-studio-scientifico_a_23276442/

https://www.curiositadallarete.it/2018/03/09/una-persona-che-impara-a-stare-bene-da-sola-non-si-accontenta-piu-della-compagnia-di-chiunque/

Maria Domenica Depalo

book benches

Libri e donazioni: #ioleggoperché

Libri e donazioni: #ioleggoperché

Gli Italiani sono lettori alquanto pigri. Basti pensare che, in base alle statistiche prodotte dall’Istat, nel 2017 appena il 40% circa della popolazione ha letto almeno un libro nel corso di un anno. Ciò può apparire piuttosto strano e sui generis dal momento che l’Italia è stata ed è tuttora la patria di numerosissimi scrittori e poeti. 

Sempre in base alle indagini condotte dall’Istituto, le regioni con meno appassionati alla lettura sono quelle meridionali (in particolare la Calabria e la Campania) mentre quelle con una maggiore frequenza di amanti del libro sono quelle del Nord (in particolare il Friuli e la Liguria).

A leggere di più sono tuttavia i ragazzi tra i 6 ed i 17 anni e, tra maschi e femmine, ad essere maggiormente appassionata ai libri è la popolazione femminile di qualsiasi età.

woman sitting on floor while reading

Photo by Nicole Berro on Pexels.com

Come incrementare l’abitudine alla lettura? Sicuramente un ruolo fondamentale in tal senso viene svolto dalla famiglia. “Tra i ragazzi di 11 – 14 anni legge l’80% di chi ha genitori lettori e solo il 40% circa di coloro che hanno entrambi i genitori non lettori” (fonte Istat.it). D’altro canto i bambini sono delle vere e proprie spugne: se i genitori leggono, molto probabilmente lo faranno anche loro.

In quest’ottica va vista quindi l’iniziativa #ioleggoperché. Tra il 19 ed il 27 ottobre sarà possibile acquistare un libro e donarlo ad una scuola di qualsiasi ordine e grado contribuendo così ad arricchire le biblioteche e a diffondere la bellezza delle parole.

adorable blur bookcase books

Photo by Pixabay on Pexels.com

Qualsiasi genere sarà ben accetto.  Le scuole saranno ben liete di ricevere questi doni preziosi.

Per ulteriori informazioni, cliccate sui link.

Buona lettura!

Link:

https://www.ioleggoperche.it/

https://www.finestresullarte.info/flash-news/3100n_lettori-statistiche-istat-crescono-lettori-in-italia.php

http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/libri/2017/12/27/istat-ancora-in-calo-lettori-in-italia_36b5ca35-b36a-489b-972a-2c12b116d5e8.html

Maria Domenica Depalo

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Shoes for kids and their stories

Shoes for kids and their stories

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What do they hide? Who do they belong to? Write their possible story and send it to me. You can click on ‘email’ of my Instagram profile ‘fuoritempofuoriluogo’ . There’s no imminent deadline. At the moment. 😉 I will read your stories and publish the best in my blog.
Cosa nascondono queste scarpine e a chi appartengono? Scrivete la loro possibile storia ed inviatemela cliccando sul pulsante ‘email’ del mio profilo instagram ‘fuoritempofuoriluogo’ . Le migliori storie saranno pubblicate sul mio blog. Niente paura: non c’è alcuna scadenza imminente. Per il momento. 😉

MariaDomenicaDepalo

Il luogo delle parole sconosciute

Il luogo delle parole sconosciute

Prosopopea, cernita, rado, bibliofilo: conoscete il significato di queste parole oppure dovete ricorrere al dizionario per scoprirlo? Fatelo pure, senza remora alcuna. Sfogliate quel libro ricco di lemmi, etimologie e contenuti.

Le parole sono ricchezza e costituiscono un patrimonio dal valore inestimabile ed incommensurabile.

Ma perché ne parliamo? Perché la Zanichelli ha dato vita ad un’iniziativa davvero interessante e singolare: un tour per le principali città italiane avente per tema le parole rare e sconosciute.

In questo periodo infatti sarà possibile imbattersi nelle AreeZ delle principali città italiane che ospiteranno la nuova edizione dello Zanichelli pronto per essere consultato.

Scopo di questa singolare iniziativa è salvare le parole “a rischio di estinzione” e quasi in totale disuso che saranno contraddistinte nella nuova edizione da un fiorellino.

Ricordate che le parole ci permettono di esprimere ciò che abbiamo dentro ed i pensieri, dai più semplici ai più complessi. Heidegger, un filosofo del secolo scorso, sottolineava come la parola fosse il presupposto del pensiero: senza l’uno non c’è l’altro.

black and white book browse dictionary

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Curate, custodite e nutrite ogni parola attraverso la lettura e la ricerca ma soprattutto attraverso la curiosità che è alla base di ogni cosa.

Pertanto non perdete l’occasione di vivere questa iniziativa nelle seguenti città:

  • Bologna dal 6 all’11 ottobre;
  • Firenze dal 12 al 19 ottobre;
  • Bari dal 20 al 26 ottobre;
  • Palermo dal 28 ottobre al 2 novembre).

Buone parole.

Link:

https://www.telebari.it/attualita/27770-un-dizionario-gigante-per-salvare-le-parole-a-bari-dal-20-al-26-ottobre-la-campagna-di-zanichelli.html?fbclid=IwAR36Tfa0U_nXSxMFZyfRSzcAWiaTMiV1nok4YNLwKHh6LzHOTkSGizhT1t0&cn-reloaded=1

https://www.quotidianopiemontese.it/2019/09/30/un-dizionario-gigante-in-via-garibaldi-a-torino-per-salvare-le-parole-uniniziativa-delleditore-zanichelli/

Maria Domenica Depalo

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Come imparare una nuova lingua

Come imparare una nuova lingua

Nothing is impossible o Nihil difficile est: non potevamo che iniziare in questo modo questo articolo dedicato alla Giornata europea delle lingue che si celebra ogni anno il 26 settembre.

La prima espressione è scritta in inglese mentre la seconda in latino. Ma perché decidiamo di imparare una nuova lingua o di perfezionarne un’altra? Personalmente adoro esplorare nuove regole grammaticali, etimologie ed espressioni “strane” perché sono uno dei modi migliori per conoscere culture, tradizioni e altri tipi di vita diversi dai nostri.

Ma proviamo a scoprire in che modo imparare una nuova lingua. Ricordate: per imparare ma in generale per intraprendere qualsiasi tipo di attività bisogna possedere il sacro fuoco della curiosità. Privi di essa, tutto diventa più difficile.

Ecco le regole:

  1. Scegliete la lingua da imparare o migliorare;
  2. Trovate un libro di grammatica che sia il più chiaro possibile. È necessario conoscere le regole di una lingua. Se non le conosceste, potrebbe risultarvi difficile persino comprare una mela o prendere un caffè;
  3. Ascoltate! Ascoltate la musica o guardate video nella lingua che avete scelto. Provate a ripetere ciò che ascoltate;
  4. Svolgete esercizi, molti esercizi. Non abbiate paura di sbagliare: gli errori sono il modo migliore per imparare e migliorare;
  5. Usate internet per leggere notizie o seguite il vostro interesse nella lingua che volete imparare.
    Ma, soprattutto, non mollate mai. Ognuno ha i propri tempi. Non correte, procedete lentamente e gradualmente e raggiungerete il vostro obiettivo.

E voi? Quale lingua vorreste imparare?

Viel Spass! (È tedesco)

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Link:

http://www.bbc.co.uk/learningenglish/

https://www.youtube.com/channel/UCbxb2fqe9oNgglAoYqsYOtQ

https://www.youtube.com/user/magauchsein

https://www.youtube.com/user/Araboconmaha

https://youtu.be/wkjSBC-_bDA

Maria Domenica Depalo

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How to learn a new language

How to learn a new language

Nothing is impossible or Nihil difficile est: I believe that these two expressions could represent in the best way the European Day of Languages that is celebrated every year the 26th of September.

Why do we decide to learn a new language or to improve another one we studied some years ago? There could be many other reasons.

Knowing a new language can help you to express what you need or feel when you are abroad. But personally I love exploring new grammar rules, etimologies and particular “strange” expressions or idioms because they are one of the best ways we have to know cultures, traditions and other types of life different from ours.

But let’s try to discover the best ways to learn a new language. Remember: the first thing to possess is curiousity. Without it, everything will be more difficult to realize.

Here you find the rules:

  1. Choose the language to learn or improve;
  2. Try to find the clearest grammar book. It’s necessary to know the rules. If you don’t know them, it could even be difficult to buy an apple or take a coffee;
  3. Listen! Listen to music or watch videos in the language you have chosen. Try to repeat what you listen;
  4. Do exercises, a lot of exercises. Don’t be afraid to make mistakes: they are the best ways to learn and improve;
  5. Use internet to read news or to follow your interest in the language you want to learn.

But, moreover, never give up. Everyone has a personal time. Don’t run, procede slowly and gradually and you will get your target.

And you? Which language would you try to learn?

Viel Spass! (It’s German)

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Link:

http://www.bbc.co.uk/learningenglish/

https://www.youtube.com/channel/UCbxb2fqe9oNgglAoYqsYOtQ

https://www.youtube.com/user/magauchsein

https://www.youtube.com/user/Araboconmaha

https://youtu.be/wkjSBC-_bDA

Maria Domenica Depalo

Chi sei: benvenuti al Festivalfilosofia

Chi sei: benvenuti al Festivalfilosofia

Da cosa è determinata la nostra identità? In quale modo ne diventiamo consapevoli? Chi o che cosa stabilisce il nostro essere persona?

A parlarne quest’anno al Festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo dal 13 al 15 settembre saranno importanti personalità del mondo accademico e della cultura in generale.

Unico nella sua individualità, l’essere umano necessita di una conferma razionale e logica del proprio esistere e quindi conseguentemente del proprio essere. Cartesio ad esempio l’aveva rinvenuta nel pensiero.

‘Cogito ergo sum’: penso quindi sono. La ragione e la capacità di formulare pensieri come prova dell’esistere diventano il caposaldo del pensiero cartesiano e punto di partenza di una riflessione che continua ancora oggi. 

Presente come realtà culturale nel territorio modenese da ben 18 anni, quest’anno il Festivalfilosofia sviluppa ulteriormente questo tema prezioso grazie all’apporto di importanti nomi. Umberto Galimberti, Remo Bodei, Massimo Cacciari e Michela Marzano sono solo alcune delle personalità che si alterneranno nel corso delle cinquanta lezioni magistrali che vedranno coinvolti i partecipanti a questo evento.

Si prevedono più di centottantamila persone tra adulti e bambini pronti a partecipare a dibattiti e a perdersi tra film, installazioni, fiabe di Andersen e mostre fotografiche.

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Per saperne di più, cliccate sui link:

http://www.festivalfilosofia.it/2019/

https://www-ansa-it.cdn.ampproject.org/v/www.ansa.it/amp/sito/notizie/cultura/libri/2018/09/16/festival-filosofia-persona-tema-2019_fdc0888d-4ed6-43c8-80ee-f661d8fc9baf.html?amp_js_v=a2&amp_gsa=1&usqp=mq331AQEKAFwAQ%3D%3D#aoh=15678890819235&amp_ct=1567889090342&referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com&amp_tf=Da%20%251%24s&ampshare=http%3A%2F%2Fwww.ansa.it%2Fsito%2Fnotizie%2Fcultura%2Flibri%2F2018%2F09%2F16%2Ffestival-filosofia-persona-tema-2019_fdc0888d-4ed6-43c8-80ee-f661d8fc9baf.html

https://m.facebook.com/festivalfilosofia/

Buona filosofia!

Maria Domenica Depalo